lunedì 27 ottobre 2008

lettera a casa #2

cerco di fare del mio meglio,
non sempre va bene
(non quello che faccio io,
sono bravissima IO,
la vita in generale intendo..),
ma non va nemmeno male...
mi sento un po' in stallo,
oscillo tra cose positive e sensazioni sgradevoli,
mi dico che in fondo sto "compiendo una missione",
mia,
di vale,
per la mia vita..
non so dove porterà ma devo andare avanti.
ora, questo è il mio compito.
STOP.
BAH..
..prendo fiato.. uuuuuffffffff...
a volte cammino
mi guardo intorno
respiro
mi sento viva
viva in una città viva
che pulsa
che ha tanto da offrire
ad ogni angolo
anche imprevisto
una città che ti accoglie,
anche se i parigini sono un po' scontrosi,
ma in fondo chi sono?
chi sono i parigini?
è un grande calderone questa città
raccoglie tutti
tutto
di tutto di più.
anche io sono parigina.
ci sto, è anche mia.
ed è bella...
è così bella questa città,
ti toglie il fiato.
ti fa stare bene.
a volte ci passo attraverso,
mi immergo nella sua massa
e mi lascio scivolare in spostamenti di routine,
piuttosto piatti,
assente.
Mi sembra di essere come persa
in un mondo alieno,
lontana anni luce
da tutto quello che,
in effetti,
per me conta davvero..
osservo le mie azioni,
i movimenti,
il tempo che trascorre,
passa,
sparisce..
ma cosa faccio qui?
è davvero importante?
oppure,
ancora una volta,
è una pausa,
uno stallo,
una fuga,
non riuscire a focalizzare l'obiettivo..?
tento di trovare qualche risposta sul futuro ma,
per il momento,
troppe emozioni
e pulsioni contrastanti
si mescolano.
mi spaventa mortalmente
l'idea di stare lontano da "casa"
l'angoscia che i fatti della vita si susseguano,
si ripetano,
si verifichino
senza che io possa essere lì.
non cambia nulla
cambia tutto
cambio io..
non lo so.
ma mi invade
un senso di strozzamento in fondo alla gola,
al naso,
gli occhi frizzano
e tutto questo si butta giù male..
io lo butto giù male.
d'altra parte osservo l'italia..
mi viene da piangere e non vedo futuro..
o meglio, vedo un futuro
ma non so se mi piace,
di sicuro mi spaventa anche quello,
per aspetti diversi però.
ho un dilemma interno profondo,
che mi angoscia un bel po'
e al quale ancora non trovo risposta.
ma poi
mi dico anche che,
in fondo,
è solo perché ancora una volta non sono definita,
sto in un limbo
nel quale cerco di muovermi al meglio,
ma sempre di limbo si tratta.
e poi
mi dico anche che sono un po' triste
perché marta on c'è più
e non riesco a non pensarci
e cerco di convincermi
che devo vivere bene anche per lei
ma riesco a vedere solo
che vivremo senza di lei..
uff.
23ottobre2008

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