giovedì 10 settembre 2009

mbeh?


la rete
ti cattura
ti attira
ti prende
ti porta
in giro nel modo
ti lega
ti avvicina
ti (ri)unisce
virtualmente
crea legami fantastici
fili invisibili
collegano mondi lontanissimi
milioni di parole
girano (più o meno) libere
in attesa di essere colte
catturate
lette
milioni di storie
raccontate
vissute
amori
amici lontani
affetti

a volte
mi sento così piccola
impotente
incapace di muovermi
in questo mare

non posso arrivare a tutto
ma vorrei
oh, come vorrei
poter abbracciare ogni singolo pixel
prenderlo con me
assorbirlo..

non posso
non ci arrivo
non ci riesco
mi sento come bloccata
stretta
ferma
nella rete

sbadiglio


stanchezza
e noia
pessimismo
e fastidio
sonno
della ragione

genera mostri?

mercoledì 2 settembre 2009

libertà

se una vaga idea di libertà di stampa ancora esiste in italia
è solo grazie a giornali come repubblica..

andate a firmare per la libertà

l'appello dei tre giuristi

L’attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky