venerdì 31 ottobre 2008

relaxxx





























stripes


STIVALINI VIOLA
DI LACCI INTRECCIATI
SI ADAGIANO
MORBIDI AL TATTO
CAMOSCIO COLORATO
AVVOLGONO IL PIEDE

VELOCI CAMMINANO
SI FERMANO
OSSERVANO
PIANO SORRIDONO
POI PARTONO ANCORA
SALTANO
CORRONO
RIDONO
BALLANO

POI D'IMPROVVISO
NON SI MUOVONO PIU'
31ottobre2008

martedì 28 ottobre 2008

les passantes

Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connait à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais
A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui
A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main
A la fine et souple valseuse
Qui vous sembla triste et nerveuse
Par une nuit de carnaval
Qui voulu rester inconnue
Et qui n'est jamais revenue
Tournoyer dans un autre bal
A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant
Chères images aperçues
Espérances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin
Mais si l'on a manqué sa vie
On songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Aux cœurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu'on n'a jamais revus
Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lêvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir
Georges Brassens1972

lunedì 27 ottobre 2008

spesso il male di vivere ho incontrato

spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi; fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Eugenio Montale, da “Ossi di seppia”, 1925

le passanti

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

Fabrizio de Andre' 1974

black cat


lettera a casa #2

cerco di fare del mio meglio,
non sempre va bene
(non quello che faccio io,
sono bravissima IO,
la vita in generale intendo..),
ma non va nemmeno male...
mi sento un po' in stallo,
oscillo tra cose positive e sensazioni sgradevoli,
mi dico che in fondo sto "compiendo una missione",
mia,
di vale,
per la mia vita..
non so dove porterà ma devo andare avanti.
ora, questo è il mio compito.
STOP.
BAH..
..prendo fiato.. uuuuuffffffff...
a volte cammino
mi guardo intorno
respiro
mi sento viva
viva in una città viva
che pulsa
che ha tanto da offrire
ad ogni angolo
anche imprevisto
una città che ti accoglie,
anche se i parigini sono un po' scontrosi,
ma in fondo chi sono?
chi sono i parigini?
è un grande calderone questa città
raccoglie tutti
tutto
di tutto di più.
anche io sono parigina.
ci sto, è anche mia.
ed è bella...
è così bella questa città,
ti toglie il fiato.
ti fa stare bene.
a volte ci passo attraverso,
mi immergo nella sua massa
e mi lascio scivolare in spostamenti di routine,
piuttosto piatti,
assente.
Mi sembra di essere come persa
in un mondo alieno,
lontana anni luce
da tutto quello che,
in effetti,
per me conta davvero..
osservo le mie azioni,
i movimenti,
il tempo che trascorre,
passa,
sparisce..
ma cosa faccio qui?
è davvero importante?
oppure,
ancora una volta,
è una pausa,
uno stallo,
una fuga,
non riuscire a focalizzare l'obiettivo..?
tento di trovare qualche risposta sul futuro ma,
per il momento,
troppe emozioni
e pulsioni contrastanti
si mescolano.
mi spaventa mortalmente
l'idea di stare lontano da "casa"
l'angoscia che i fatti della vita si susseguano,
si ripetano,
si verifichino
senza che io possa essere lì.
non cambia nulla
cambia tutto
cambio io..
non lo so.
ma mi invade
un senso di strozzamento in fondo alla gola,
al naso,
gli occhi frizzano
e tutto questo si butta giù male..
io lo butto giù male.
d'altra parte osservo l'italia..
mi viene da piangere e non vedo futuro..
o meglio, vedo un futuro
ma non so se mi piace,
di sicuro mi spaventa anche quello,
per aspetti diversi però.
ho un dilemma interno profondo,
che mi angoscia un bel po'
e al quale ancora non trovo risposta.
ma poi
mi dico anche che,
in fondo,
è solo perché ancora una volta non sono definita,
sto in un limbo
nel quale cerco di muovermi al meglio,
ma sempre di limbo si tratta.
e poi
mi dico anche che sono un po' triste
perché marta on c'è più
e non riesco a non pensarci
e cerco di convincermi
che devo vivere bene anche per lei
ma riesco a vedere solo
che vivremo senza di lei..
uff.
23ottobre2008

blue


VORREI NON PENSARE
MA NON MI E' POSSIBILE
PENSO A MARTA
MARTA CHE SORRIDE
MARTA CON I SUOI SOGNI
LA SUA VOGLIA DI VIVERE
E ANDARE AVANTI
CON CALMA
E PAZIENZA
"LA PAZIENZA E' LA VIRTU' DEI FORTI"
PENSO A MARTA
E I SUOI MILLE ACCESSORI
SEMPRE CARINA
PRECISA
ACCURATA
PENSO A MARTA NEL SUO PIGIAMONE
MUG IN MANO
E SORRISO UN PO' ASSONNATO
PENSO A MARTA CHE AMAVA IL MARE
BACIATA DAL SOLE DA MAGGIO A OTTOBRE
MARTA SORRIDE, SORRIDE
MARTA E' SENSIBILE
E' DOLCE
HA SEMPRE UN PENSIERO GENTILE
UNA PAROLA CHE ESCE DAL CUORE
5ottobre_14ottobre2008

orange


lettera a casa #1

mi fa un po' strano essere qui,
devo abituarmi
ma mi piace,
parigi è proprio bella,
cammino come una scema,
naso all'insù
e sorriso sulle labbra..
tutte le mattine
e anche i pomeriggi
passo davanti il RPBW,
mi fermo
a guardare il laboratorio dove realizzano i modelli
e a sognare un po'..

11settembre2008

VOGLIO TRASFORMARE LE MIE EMOZIONI IN PAROLE
PER OSSERVARLE
ASCOLTARLE
E DIALOGARE CON LORO.
26ottobre2008

cars


domenica 26 ottobre 2008

MI PIACE PENSARE AL MARE DELL'ELBA
IL SOLE
LE GITE IN GOMMONE
I TENTATIVI FALLITI (MIEI)
DI STARE SUGLI SCI D'ACQUA
LE CHIACCHERATE IN NEGOZIO
I POMERIGGI DI NATALE
PORTARE CON ME
UN SORRISO
QUELL'ARIA PACATA
E SERENA
GLI OCCHI TRANQUILLI,
VIVACI
UN POCO DI TE.
luglio2008
ogni tanto
scrivo e ho scritto qualcosa,
più spesso
le parole restano dentro la mia testa
poi
si mescolano con le altre e si confondono,
si nascondono
o si smarriscono
per mancanza di tempo
per pigrizia
o per l'ansia di correre
sempre
veloce
nel fiume di cose
che porta la vita dei "grandi"..
come si fa
a non lasciar andare le parole
a prenderle e fermarle
senza venire meno al flusso vorticoso della vita..

?
30ottobre2007
ho conosciuto letizia quando avevo circa 15 anni,
ai tempi dei movimeti studenteschi,
quando ero convinta
che avremmo potuto cambiare il mondo.. (!)
quanto tempo passato in riunioni,
manifestazioni,
ma anche serate e feste..
crescendo
ognuno prende una strada,
non sempre è la solita,
continui a frequentarti
ma il tempo non basta più,
e allora ti vedi meno,
ogni tanto ti perdi un pò.
forse questo era uno di quei momenti.
uno pensa di avere occasione "domani"
per vedersi,
chiamarsi,
sentirsi.
capita spesso
di non riuscire ad incontrare gli amici,
ma non è un problema,
la vita è così,
tanto "ci siamo"..
Letizia fa parte della mia storia,
del mio vissuto,
di me..
è molto dura pensare che non c'è più.
16ottobre2007

vespino


(1)

MI SENTO
DI ESSERE IN UN LIMBO
OSSERVO
LA MIA VITA SCORRERE
(COME) IMPOTENTE
SENZA CAPIRE
COME (POTER) MUOVERE
IL PROSSIMO PASSO

(2)

VORREI POSSEDERE
LA CAPACITA' DEI GRANDI
DI TRASFORMARE
I SOGNI
LE PASSIONI
LE IDEE
IN AZIONE CONCRETA...

(3)

OPPURE RIUSCIRE A SMETTERE
DI SOGNARE ALTRO
O DI ESSERE ALTRO
CON SERENITA'

TROVARE IL MIO SPAZIO NEL MONDO.

(4)

VORREI SVINCOLARMI DAL MONDO
E CON OCCHI LIBERI
RINASCERE
OSSERVARE DI NUOVO IL MONDO
E ALMENO UN POCO
CAPIRE
marzo2008